Inter, Jingdong "vede" altri cinesi in Serie A

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Inter, Jingdong

Lo stallo in sede, aspettando di capire come e dove cambierà l'Inter cinese. Dopo l'improvvisa accelerata per arrivare all' annuncio di Nanchino del 6 giugno ed evitare ad Erick Thohir di mettere soldi per l'improcrastinabile aumento di capitale, serpeggia una certa inquietudine sulla calma apparente scesa negli uffici di corso Vittorio Emanuele. "E proprio per questo l'Inter si è rivolta ad uno studio legale internazionale, sperando di poter redigere in fretta una carta che attesti come dell'attuale bilancio è responsabile la gestione Thohir, ma che dal 1 luglio il tycoon non avrà più operatività e scatterà il piano industriale di Suning". Ma il presidente nerazzurro si dice fiducioso per gli accorti presi e vergati neri su bianco memore della sua successione a Moratti il 15 novembre del 2013, quando anche lui in quell'occasione procrastinò la data dell'Assemblea e dell'arrivo dei capitali.

Insomma, tutto è pronto per l'arrivo dei dirigenti cinesi, che hanno pianificato ogni mossa. Male che vada andranno poi rifiniti alcuni particolari, ma l'affare non rischia di saltare, sottolinea la Rosea. A fine giugno quindi potrebbero nominare solo un finanziario con potere di firma che controlli la situazione. "L'industria dello sport ha bisogno di grande competitività - ha spiegato al giornale cinese Economic Observer - soprattutto negli sport di squadra". Zhang, però, indica anche la strada seguire e cioè quella percorsa dall'NBA che ha sviluppato il proprio brand nel mercato cinese.

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