Comunali Milano 2016: testa a testa tra Parisi e Sala

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Comunali Milano 2016: testa a testa tra Parisi e Sala

Un pezzo della rivoluzione arancione non c'è più.

Tre. A Milano il movimento di Casaleggio e Grillo cresce molto meno che altrove, e decisamente non sfonda.

Un vero testa a testa, che è iniziato sin da subito quello tra Parisi e Sala: il prossimo 19 giugno gli elettori milanesi saranno dunque richiamati alle urne per il secondo turno delle comunali.

Le grandi holding vanno cedute, secondo Parisi, quando il mercato lo permette, ma su una cosa è certo: "A2a non ha più senso, è una holding che Palazzo Marino non può tenere".

Dice Parisi che i grandi cambiamenti dello skyline "lo dobbiamo a Albertini sindaco (di cui lui è stato city manager, ndr)". "Ma mi viene da ridere se sento dire che con la Balzani avremmo vinto facilmente", continua Cerami.

"Tra due settimane dovremo decidere se vogliamo che diventi sindaco Beppe Sala o Stefano Parisi". Parisi non ritiene facilmente fattibile un confronto con Rizzo: "No, non credo" ha affermato "Ci siamo visti tante volte in questa campagna elettorale, credo che Rizzo vada rispettato". Del resto la lista civica per Sala è arrivata a un abbondante 7%, doppiando quella di Parisi, ferma al 3,5%. "Serravalle non è vendibile, lo sanno tutti, raccontare che si vende e si fanno 100 milioni non sta né in cielo né in terra, si prendono in giro i cittadini".

(© Ansa) L'albero della vita di Expo.

A chi gli ha chiesto di commentare l'esternazione del suo competitor Beppe Sala che l'altra sera ha definito il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi "un po' un ganassa" (uno sbruffone), Parisi ha risposto: "Renzi un ganassa?"

Parisi è ben cosciente che la partita è aperta e che è tutta da giocare: "Il 60 per cento dei milanesi ha detto che vuole il cambiamento. Pensare che ci siano centri sociali che occupano spazi privati è gravissimo".

Al riparo dalla pioggia i due candidati sindaco del centrosinistra e del centrodestra per il Comune di Milano. "E vale anche per il cosiddetto renzismo che non funziona altrettanto bene senza Renzi". "Ma mi sento di escludere accordi con il Pd". Per Sala, due i temi fondamentali del futuro di Milano: tutela dell'ambiente (un milione di metri quadrati di nuovi parchi tra gli scali ferroviari e l'area Expo) e periferie ("che non chiameremo più così, perché tra cinque anni saranno parte della città"). "Ha influito molto sull'affluenza la scelta del week end di ponte e la scelta del governo di non estendere al lunedi la possibilità di votare", ha aggiunto Corrado, che non ha voluto fare alcun commento sugli exit poll.

La sinistra è spaccata e questo ha fatto danni, fin dalle primarie. "La mia lettura è diversa".

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