Cessione Milan, il punto della situazione

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Cessione Milan, il punto della situazione

Se invece - come i cugini dell'Inter - anche il Milan dovesse diventare cinese allora il primo nome da prendere in considerazione sarebbe quello di Emery, sul quale sembra essere piombato anche il PSG.

Trascorsi ormai 25 giorni dal comunicato Fininvest che annunciava la trattativa in esclusiva con la cordata cinese intenta ad acquistare il Milan, in tali frangenti vi sono stati periodi di alti e bassi, ma questo è del tutto normale nel momento in cui si tratta per affari molto importanti. L'azienda in questione, la principale produttrice di liquori in Cina, è un'impresa di proprietà statle guidata dal presidente Yuan Renguo. Alla domanda di un tifoso, desideroso di sapere se fosse arrivato a Roma per trattare qualche giocatore dei giallorossi - dopo la doppia operazione Romagnoli-Bertolacci della scorsa estate - Berlusconi ha risposto in maniera abbastanza categorica: "Se mi dai i soldi, se no non compriamo niente". Probabilmente per l'ex cavaliere oggi la sua attenzione è completamente assorbita dalle elezioni amministrative di oggi.

Silvio Berlusconi avrà una battaglia fondamentale da combattere nelle prossime due settimane, si svolgerà a Milano, ma non riguarda il Milan. Una cosa è certa: il patron è innamorato della sua "creatura", ma proprio per questo motivo gli risulta difficilissimo separarsene e vuole avere ogni possibile garanzia, fin nel più piccolo dettaglio.

L'impressione comunque è che difficilmente Mr Bee possa tornare in gioco, mentre dalla cordata di Sal Galatioto emerge tranquillità e fiducia sulla trattativa per l'acquisto del Milan.

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