Allarme virus Zika: gli scienziati "rimandate le Olimpiadi"

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Allarme virus Zika: gli scienziati

"La cancellazione o il cambio di sede delle Olimpiadi non cambierebbe in modo significativo la diffusione internazionale del virus Zika".

Il Brasile è il Paese più toccato al mondo dal virus Zika, con circa un milione e mezzo di persone contagiate dal 2015. L'Usoc ha risposto che è stato creato un comitato che dà informazioni in tempo reale sul virus, che gli atleti sono stati informati sulla prevenzione, che vivranno in appartamenti con aria condizionata, che avranno pantaloni e magliette a maniche lunghe e riceveranno preservativi.

"La gente - ha aggiunto l'Oms - continua a viaggiare in questi paesi per tutta una serie di ragioni. Il miglior modo di ridurre il rischio della malattia è seguire i consigli di viaggio per la salute pubblica".

Queste Olimpiadi non s'hanno da fare. La posizione di Rospotrebnadzor è condivisa dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e quindi, a questo punto, è chiaro che non ci sarà alcun ripensamento e che tutto si svolgerà secondo i programmi.

Pau Gasol non è soltanto un grande giocatore di pallacanestro ma è anche un uomo di spessore che non si è mai sottratto nel trattare nelle sue interviste e uscite pubbliche nel corso della sua carriera anche argomenti che esulino dal basket.

Ancora l'allarme Zika ad imperversare in terra verdeoro. In sintonia con i problemi, le paure e le contraddizioni di un paese sotto impeachment, il virus della zanzara che minaccia la salute dell'umanità, ma soprattutto delle donne incinte, vive di scossoni, s'accende e si spegne come una lampadina mezza fulminata, lasciando intravedere qualcosa e subito dopo facendo affogare nel buio chi vi si dedica. In Brasile sono infatti previsti 500mila stranieri tra atleti, organizzatori e turisti.

La lettera inviata al WHO è stata firmata da 150 scienziati internazionali, tra cui dottori e medici di istituti quali la Oxford University e le università di Harvard e di Yale degli Stati Uniti.

I Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) americani, però, per bocca del direttore Tom Frieden hanno escluso che ci possano essere gli estremi per cancellare le Olimpiadi.

"Naturalmente dobbiamo avere il senso comune che la salute sia la cosa più importante per chiunque sia lì - ha aggiunto Djokovic - ma dobbiamo pensare non solo alle persone che arrivano a Rio".

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