Aids: dal Sudafrica nuove conferme per il vaccino italiano

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Aids: dal Sudafrica nuove conferme per il vaccino italiano

"Con la somministrazione di una piccolissima quantità della proteina Tat - ha spiegato Barbara Ensoli, la dottoressa che ha condotto lo sviluppo del vaccino nei laboratori dell'ISS - siamo stati in grado di indurre una risposta immunitaria capace di migliorare l'efficacia dei farmaci anti-HIV, evidenziata da un aumento significativo di cellule T CD4".

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto "Il Fondo Globale: un'opportunità per l'Italia, una risorsa per le future generazioni" pubblicato nell'ambito del progetto "Increasing Italy's commitment to the Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria" [2015/2017] coordinato da Aidos per l'Osservatorio italiano sull'azione globale contro l'Aids. Tutto il mondo deve unirsi per continuare la ricerca e per sostenere i malati che ne hanno bisogno e proprio in questi giorni a New York si stanno svolgendo i tre giorni di incontri indetti dall'Onu proprio per parlare del virus HIV e fare il punto della situazione sulla malattia che ancora oggi fa molte vittime.

I ricercatori hanno preso un campione di 200 pazienti divisi in doppio cieco e lo hanno sottoposto all'inoculazione del vaccino composto da tre iniezioni per via intradermica in un gruppo e ad un placebo all'altro. L'aumento era particolarmente evidente per i pazienti con i più bassi livelli di cellule T CD4 al momento della vaccinazione. Lo studio clinico di fase II condotto nel Paese ha confermato che il vaccino terapeutico Tat contro l'Hiv/Aids può migliorare le terapie oggi disponibili per il trattamento dell'infezione. Tat ha un ruolo chiave nella replicazione virale e nella progressione della malattia, poich indebolisce il sistema immunitario. Il vaccino agisce inducendo anticorpi protettivi in grado di neutralizzare la proteina Tat e permettendo di aumentare l'efficacia delle terapie anti-HIV. Negli ultimi 4-5 anni c'è stato un incremento di infezioni tra i giovani, soprattutto nella fascia d'età 25-30 anni. Nel follow-up dello studio italiano, a distanza di tre anni dalla vaccinazione, stata inoltre osservata una significativa diminuzione del serbatoio ematico di virus latente, una forma silente del virus inattaccabile dai farmaci.

L'infezione da Hiv non si arresta e la Lombardia è una delle regioni più colpite, con un totale di 20mila casi.

Le controparti italiane e sudafricane si stanno impegnando a questo fine per sollecitare il sostegno finanziario da parte di organizzazioni internazionali.

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