Primarie USA: New York a tutto Trump - Fotogallery

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Primarie USA: New York a tutto Trump - Fotogallery

Notte da record per Donald Trump e Hillary Clinton alle primarie di New York dove hanno stracciato i rivali. Solitamente, arrivati a questoi punto i giochi già sono fatti e si sta discutendo di chi dovrà affiancare come vicepresidente i due candidati, quello repubblicano e quello democratico.

La vittoria di Hillary Clinton a New York, anche se meno larga rispetto a quella di Trump, assume un significato più importante perchè pone quasi definitivamente termine alla rincorsa di Bernie Sanders.

Più contenuta la vittoria della Clinton sul senatore del Vermont, Bernie Sanders che si congratula quindi con Hillary, riconoscendo ufficialmente la resa. Secondo Five Thirty Eight, il sito diretto da Nate Silver, Clinton ha il 98 per cento di possibilità di vincere le primarie di New York.

I prossimi confronti saranno in Pennsylvania, Indiana, Maryland e Connecticut.

In casa democratica invece è invece pressing su Bernie Sanders, perché getti la spugna e permetta a Hillary di concentrarsi sul vero obiettivo: Donald Trump, appunto. Il tycoon - che in questa vicenda abbraccia un tema sorprendentemente progressista, ma le primarie in California si avvicinano - ha criticato apertamente la legge della North Carolina che obbliga a scegliere i bagni pubblici in base al sesso registrato alla nascita, discriminando così la comunità Lgbt. Osservando le mappe elettorali dalle Primarie americane del 19 aprile 2016 la 'marea rossa' dimostra chiaramente che tutti gli elettori repubblicani si sono schierati con il magnate newyorkese.

I repubblicani. Circa 40 punti di distacco sul governatore dell'Ohio John Kasich per Trump. Trump si è imposto, infatti, con il 60% dei voti, davanti a Kasich (25,2%) e Cruz (14,7%). "Non c'è più partita - ha sottolineato - arriverò alla convention da vincitore". Niente insulti nei confronti degli avversari, niente mossette e mimica facciale esagerata: un'impostazione che deriva dalle innovazioni portate nella campagna dal nuovo collaboratore di Trump, Paul Manafort, un consulente che ha lavorato per tutti i presidenti repubblicani, da Gerald Ford a Ronald Reagan ai due Bush. Ieri, prima che i sondaggi fossero chiusi, il responsabile della campagna Corey Lewandowski aveva detto ai giornalisti che era certo che Trump avrebbe vinto in modo chiaro, ma aveva avvertito che era improbabile che vincesse con oltre la meta' del totale dei voti, e invece non solo è accauto, ma con un margine che non lascia dubbi sul favore per lui dell'elettorato repubblicano.

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