Meloni: "Una sola proposta di centrodestra, evitare di disperdere il voto"

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Nell'ultima settimana, infatti, il Pd è salito dal 30,4% al 30,6% ma il Movimento 5 stelle fa ancora meglio (+0,5%), passando dal 28,2% al 28,7%. Se invece perderà a Roma, darà la colpa a Marino, dirà che Giachetti più di così non poteva fare e - soprattutto - userà poi gli eventuali errori della gestione Raggi come prova della incapacità dei 5 Stelle di governare in una grande città. Poi, volendo guardare i sondaggi, la situazione è cambiata: "prima c'erano distacchi molto ampi, ora siamo tutti tendenzialmente sotto il 30%".

Roma, 18 mag. (AdnKronos) - "Oggi l'ordine di scuderia del M5S, che arriva direttamente alla Raggi, è per far credere che il governo ha un piano per favorire Giachetti: mettere 1 miliardo di euro su Roma preso non si sa dove".

"Caro Presidente, mi rivolgo a te leader di F.I. e del centrodestra". Una discarica? Si può fare anche fuori Roma. Perché buttare via una vittoria a tavolino? Subito dietro Giorgia Meloni (20%-23%), che stacca Alfio Marchini (11%-14%).

Se lo scenario dovesse restare più o meno questo fino al voto di giugno, il giorno dopo come e se rilanciare il centrodestra?

Al netto di imprevedibili scossoni, gli ultimi sondaggi confermani i dati già resi noti dalla stampa: a contendersi la poltrona più alta del Campidoglio sono rimasti in tre. Quello che emerge è Alfio Marchini, il civico di centro destra, è probabilmente quello che buca di più lo schermo. "Però se mi si chiede se sono pronto, dico sì sono pronto..." "No al salto nel buio consegnando Roma al dilettantismo grillino". I nostri candidati sono mobilitati come non vedevo da anni. Al secondo turno la pentastellata andrebbe sempre il Pd Giachetti con percentuali che vanno dal 23% al 26%; distanziata di poco la Meloni con il 20-23%. Raggi scappa e usa il Bignami. E Meloni che si è appiattita su Salvini non mi sta bene. Il Movimento 5 Stelle con Gianluca Corrado sarebbe solo terzo, con il 13,3% dei voti, mentre Basilio Rizzo per Milano in comune - Sinistra e Costituzione sarebbe al quarto posto con il 7,1% dei voti.

VOTO DISGIUNTO. La non eccessiva distanza tra il valore ottenuto dalla somma dalle liste e il valore ottenuto dal candidato sindaco - spiega Borrelli - va visto come conferma di come storicamente il voto disgiunto non ha mai raggiunto finora valori esagerati, si è sempre mantenuto all'incirca di un punto forse due al massimo, quindi ipotizzare che un candidato personalmente forte possa prendere molti più voti delle liste che lo sostengono è un qualcosa che a Roma non si è mai visto se non in misura limitata, può succedere certamente ma non può essere una ipotesi di base.

"Si tratta, quindi, di una misura a vantaggio della capitale nel suo complesso, con buona pace del M5S che invece di criticare senza capire potrebbe trarne una lezione di buongoverno", conclude Ermini.

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