Vivremo meno, per la prima volta cala la vita media degli italiani

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Vivremo meno, per la prima volta cala la vita media degli italiani

Il campione di italiani presi in considerazione nel 2015 dello studio di Osservasalute, sono nel complesso poco attenti alla loro salute. Gli ultracentenari sono più che triplicati dal 2002 al 2015, passando da 5.650 unità nel 2002 a oltre 19mila nel 2015.

Se per fare una mammografia è necessario attendere dei mesi e se poi si deve aspettare ancora altri mesi, come denunciato anche da Walter Bergamaschi direttore generale uscente dell'assessorato alla Sanità della regione Lombardia, per poter sottoporsi all'intervento eventualmente necessario non è complicato comprendere come ne risenta la diagnosi precoce in un ambito nel quale il tempo incide fortemente sulla prognosi, ossia sull'evoluzione della malattia.

"Si tratta cioè di morti evitabili con efficaci politiche di prevenzione, in particolare con quelle finalizzate all'informazione e alla promozione della prevenzione primaria e agli interventi mirati all'aumento della copertura vaccinale antinfluenzale tra gli anziani che è addirittura in diminuzione". Rispetto al vaccino contro l'influenza è stato registrato anche un calo delle adesioni nella fascia d'età degli over 65, una fetta di popolazione considerata a rischio. Infatti, dagli indicatori riferiti all'erogazione dei Lea emerge che le Regioni in piano di rientro non rispettano gli standard stabiliti dal Ministero della Salute per le funzioni relative alla prevenzione. Il valore nazionale risultava, pur se di poco, inferiore: 105,4 uomini e 76,5 donne. Sono i primi dati del "Rapporto Osservasalute 2015", analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane curata dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, presentato questa mattina a Roma, presso il Policlinico universitario "Agostino Gemelli", da Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell'Osservatorio. La spesa sanitaria pubblica è passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014, contrazione - rileva il Rapporto - che ha coinciso con una lenta ma costante riduzione dei deficit regionali. Tuttavia, tale riduzione è stata conseguita in gran parte tramite il blocco o la riduzione del personale sanitario e il contenimento dei consumi sanitari.

Gli italiani stanno invecchiando, ma lo stanno facendo nel modo sbagliato. Gli ultra 65enni rappresentano quasi il 22% della popolazione residente.

"Il calo è generalizzato per tutte le regioni - aggiunge il dottor Ricciardi -". L'anno scorso la speranza di vita per gli uomini è scesa a 80,1 anni, quella delle donne a 84,7 anni. E se nel 2014 la speranza era più alta per tutti (80,3 per gli uomini e 85 per le donne), maggiore è il calo a livello territoriale. In fondo alla classifica italiana c'è invece la Campania: qui gli uomini vivono in media fino a 79 anni, le donne fino 83. I decessi dovuti a malattie ipertensive (20.367), nonché a demenza e malattia di Alzheimer (18.226), causano tra le donne il doppio dei decessi osservati tra gli uomini. La situazione territoriale mostra, comunque, un'evidente eterogeneità geografica. Cala la sedentarietà: nel 2014 i sedentari sono circa 23 milioni e 500 mila, pari al 39,9% degli italiani.

"L'unica volta che la speranza di vita è diminuita nel mondo occidentale - ha ammonito Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanita' - è stata 21 anni fa in Danimarca, e in Russia, che veniva da un regime totalitario". Per quanto riguarda l'obesità dei più piccoli, se mamma e papà hanno studiato, i bimbi sono più in forma. È risultato che i maggiori fumatori sono coloro che hanno più di 50 anni di età.

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