Patto per Catania, sabato la firma con il premier Renzi

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Patto per Catania, sabato la firma con il premier Renzi

Lo fa sapere una nota di Palazzo degli Elefanti che chiarisce il caso sollevato in queste ore sull'impossibilità di sottoscrivere il documento perché di fatto il primo cittadino etneo così come Leoluca Orlando, a Palermo, non è il sindaco metropolitano. Le aree metropolitane in Sicilia, infatti, sono ancora in fase di costituzione e i due sindaci sono stati eletti esclusivamente per i due capoluoghi di provincia. "E il governo, come per il Pon Metro ha individuato Catania come soggetto pienamente legittimato alla sottoscrizione del Patto redatto grazie a numerosi incontri con la presidenza del Consiglio dei ministri". "Poi firmiamo il Patto per Palermo e il Patto per Catania, visitando entrambe le città". Riposta fotocopia da Orlando che nondimento, anche nella qualita' di presidente dell'Anci Sicilia, punta il dito contro "lo stato di calamita' istituzionale della Regione che viene evidenziato e confermato dalla ennesima impugnativa di una legge regionale e i cittadini siciliani subiscono le conseguenze di una riforma annunciata tre anni fa e che ha soltanto prodotto commissariomania e cancellazione di servizi con disastrosi dissesti finanziari".

Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta replica: "Il governo della Regione siciliana non ha assolutamente intenzione di presentare modifiche alla norma sulla elezione dei sindaci metropolitani dice".

Sullo stallo delle ex Province in Sicilia, interviene anche il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro: "La vicenda paradossale delle ex Province è l'emblema dell'incapacità di questo governo regionale, che su passaggi delicati ha solo saputo fare proclami perdendo la battuta invece quando c'era da agire".

"Stiamo parlando di più di un miliardo di euro per investimenti per Palermo e Catania - continua Di Trapani - che rischiamo di perdere per l'assoluta incompetenza del governo Crocetta e del Pd siciliano".

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