Città metropolitane, in stallo il Patto per Palermo e Catania

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Città metropolitane, in stallo il Patto per Palermo e Catania

La soluzione individuata e proposta alla Presidenza del Consiglio sta tutta in due parole: Pon Metro, il Programma operativo nazionale 'Città Metropolitane 2014 - 2020', che oltre a Palermo e Catania comprende anche Messina, in base al quale le città capoluogo vengono individuate come "autorità urbane" assumendo il ruolo di organismo intermedio nella gestione dei progetti e dei finanziamenti europei per lo sviluppo di queste aree. Le elezioni a sindaco delle aree metropolitane non sono state ancora svolte.

È quanto puntualizza in una nota l'Anci Sicilia, sottolineando che "l'Ars, infatti, ha recepito la legge Delrio solo parzialmente e ha mantenuto una delle parti contestate e cioè l'elezione di secondo livello del sindaco metropolitano". "Continuando ad agire così, la Sicilia non farà che sprofondare sempre di più nel baratro".

Il diretto interessato, Leoluca Orlando, in qualità di presidente di ANCI Sicilia, a tal proposito, ha affermato: "Ancora una volta lo stato di calamità istituzionale della Regione viene evidenziato e confermato dalla ennesima impugnativa di una legge regionale e i cittadini siciliani subiscono le conseguenze di una riforma annunciata tre anni fa e che ha soltanto prodotto commissariomania e cancellazione di servizi con disastrosi dissesti finanziari. Poi firmiamo il Patto per Palermo e il Patto per Catania, visitando entrambe le città". "Adesso ci attendiamo finalmente che la Regione possa varare un quadro normativo definitivo". "Sabato pomeriggio - scrive il premier nella sua e-news - in Sicilia: riapriamo una delle arterie a quattro corsie chiuse dopo i crolli degli scorsi mesi (ricordate gli impegni per rimettere a posto le strade in Sicilia?). Anzi, resisteremo nel giudizio di fronte alla Corte costituzionale se Roma decidesse di impugnare la legge, ma per ora non abbiamo ricevuto alcuna nota da Palazzo Chigi".

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